Bufera invernale, il profumo della neve

Pubblicato il 21/12/2020


@DOVE E QUANDO:

Immagine ripresa nell’area di Prato Piazza (BZ) tra il rifugio Prato Piazza e il rifugio Vallandro il 16 ottobre 2015.

Prato Piazza è un altopiano a 2000 m s.l.m. che si trova in Alta Pusteria all’interno del Parco Naturale Fanes-Senes-Braies.

@RACCONTO

La prima nevicata di ogni anno è sempre un momento particolare, soprattutto se ti accade di "incontrarla" un po' a sorpresa in montagna.

La neve ha il potere di ripescare in me sensazioni e ricordi di quando ero bambino,  anche se da piccolo le nevicate le potevo vedere sono in pianura dove abito. Appena iniziava a nevicare uscivo fuori con gli altri bambini e prima ancora che si posasse la cosa più bella era sentirne il profumo.

Poi se la nevicata faceva sul serio ci si poteva anche godere il silenzio ovattato con cui attutiva il rumore dei passi e si poteva iniziare a giocarci. Ormai di neve in città ne cade sempre meno negli ultimi anni, ma quando succede è sempre una gioia.

Nell'ottobre del 2015 quando ho scattato questa fotografia stavo facendo insieme ad alcuni altri escursionisti un trekking nel percorso che attraversa Prato Piazza e dal rifugio Prato Piazza conduce verso il rifugio Vallandro, in occasione dell'IMS - International Mountain Summit.

Una giornata tipicamente autunnale ha cambiato rapidamente volto in quota, fornendo un'anteprima invernale davvero convincente. Vento teso, freddo e neve sparata in orizzontale come nella più classica delle bufere.

Con questa immagine desidero augurare a tutti voi un buon periodo festivo, sereno e pieno delle piccole cose belle che la vita sa riservarci ogni giorno: come un'improvvisa nevicata.

@FOTOGRAFIA

Attrezzatura e dati di ripresa:

Corpo:                  Nikon D800

Ottica:                  Nikkor AF 24-70 G F/2.8

Focale:                 38 mm

Tempo:                 1/250 s

Diaframma:           f/8

Iso:                      100

Suggerimento:

Se vi trovate in un grande spazio aperto dove ormai il terreno si è imbiancato, scoprirete che non è poi così facile far percepire in un'immagine la neve che cade copiosa. Il bianco su bianco non funziona, e la neve che cade rischierebbe più di sembrare il rumore mal gestito di una fotografia digitale, o la grana grossa di una pellicola.

Vi serve una superficie scura su cui far risaltare la neve che turbina veloce, così che a chi osserva la fotografia sia chiaro cosa stava metereologicamente accedendo. Io ho usato questo piccolo capanno di legno che faceva al caso mio, e poi più sullo sfondo gli alberi del bosco.

Ancora una cosa: in condizioni di vento forte e di bufera come in questa immagine, non serve usare un tempo di scatto lento, a meno che non si voglia trasformare i singoli fiocchi in lunghe strisce.

Fate attenzione:

Vento teso e neve non aiutano nella gestione dello scatto, in pochi secondi vi troverete la lente frontale della camera bagnata e con striature che pregiudicheranno la qualità della fotografia.  Cosa potete fare?

Se avete un paraluce sull’ottica montatelo: dovreste utilizzarlo sempre per la luce, ma in questo caso impedirà alla neve di posarsi con facilità sulla lente. Inoltre tenete la macchina fotografica in verticale tra uno scatto e l’altro, con il tappo di protezione montato sulla lente.

Quando volete scattare togliete il tappo, e ancora con la lente orientata verso terra asciugate la lente con qualcosa di morbido: va benissimo un pannetto da tenere nella tasca della giacca. Scattate rapidi due o tre foto e poi riponete la fotocamera e ripetete la procedura per gli scatti successivi.

@MONTAGNA

Suggerimento:

Un aspetto che dovete imparare a tenere sotto controllo quando le temperature scendono al di sotto degli 0 °C è la condensa sull’apparecchiatura fotografica. Quello che dovreste evitare per quanto possibile sono gli sbalzi termici.

Se avete attrezzatura resistente ad acqua e umidità lasciatela fuori, tenetela appesa al collo o alla spalla con l’obiettivo rivolto verso il basso. Se invece avete attrezzatura che va protetta, tenetela magari in una tasca esterna del giaccone o dello zaino, ma solo riparata dagli elementi atmosferici, non dalla temperatura.

Quello che dovreste evitare è di estrarre una macchina fotografica dallo zaino o da una calda tasca interna del vostro abbigliamento ed esporla rapidamente al freddo. Le goccioline di umidità congeleranno immediatamente, formando nel migliore dei casi uno strato di ghiaccio sulle lente frontale che non saprete come rimuovere.

E lo stesso avverrà anche all’interno di essa, rischiando di creare danni ben più gravi e costosi.

Fate attenzione:

Quando in autunno andate in montagna salendo a quote di un certo rilievo, bastano anche solo i 2000 metri di Prato Piazza, dovete ponderare anche un possibile errore nelle previsioni meteo.

Certo il meteo va valutato sempre prima di salire in montagna, è un’informazione preziosa e sempre più accurata a cui oggi abbiamo facilmente accesso. Ma non dobbiamo mai prenderla come verità assoluta, anche perché l’orografia di alcuni luoghi è davvero difficile da valutare.

Così per un’escursione autunnale mettete nello zaino anche abbigliamento invernale, portatevi almeno i ramponcini da mettere sotto gli scarponi in caso di fondo ghiacciato, una frontale, i bastoncini. E magari se salite in macchina tenete le catene nel baule o montate in anticipo le gomme da neve.

Quando avete messo tutto questo nello zaino, nello spazio che vi resta mettere anche l’attrezzatura fotografica. La vostra sicurezza deve avere sempre la precedenza sugli aspetti fotografici.

Leggi tutte le altre puntate della rubrica Montagna e fotografia a questo link.

© Roberto Carnevali