D-day: il racconto dello sbarco in Normandia con le foto di Robert Capa

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Robert Capa

Il 6 giugno 1944 è conosciuto come il D-DAY, il tragico giorno dello sbarco in Normandia, un evento epico e tragico che ha cambiato il corso della storia.

A fianco delle migliaia di soldati pronti ad invadere la spiaggia di Omaha beach c’era Robert Capa, fotografo ungherese, chiamato a documentare le fasi delicate dello sbarco assieme a pochi altri fotografi che però non riuscirono a documentare quasi nulla o morirono subito sul campo.

Armato di due fotocamere Contax II, il fotografo Robert Capa documentò il secondo assalto a Omaha Beach, definito poi uno dei più intensi reportage di guerra di tutti i tempi.

Robert Capa

Capa riuscì a scattare 106 fotografie del d-day che vennero inviate immediatamente a Londra nella sede di Life, la rivista per la quale lavorava Robert Capa. I 4 rullini inviati vennero immediatamente sviluppati ma un giovane assistente, dalla fretta, si dimenticò di accendere la ventilazione dell’essicatore con cui venivano asciugati i rullini e purtroppo 3 su 4 vennero buttati via!

Robert Capa

Fortunatamente nell’ultimo rullino rimasto si salvarono 11 fotografie (alcune delle quali vedete in questo articolo) che vennero immediatamente battezzate “Magnificent Eleven“. Queste 11 immagini abbastanza sfuocate ispirarono anche Steven Spielberg a girare il film “Salvate il soldato Ryan” e sono le UNICHE fotografie al mondo che documentano il giorno dello sbarco a Omaha Beach!

Robert Capa

Un detto di Capa, diventato famosissimo nel mondo della fotografia recita: Se le foto non sono abbastanza buone, non eri abbastanza vicino” e, a giudicare dai suoi scatti, non si può certo dire che non fosse vicino ai soldati che sbarcarono nel giorno del d-day!

Robert CapaRobert Capa

Robert Capa
Robert Capa

“I soldati immersi fino alla cintola, i moschetti pronti a sparare, le difese d’acqua anti invasione e la spiaggia avvolta nel fumo: tutto ciò, per un fotografo, era davvero più che sufficiente. Mi fermai qualche istante in plancia per scattare le mie prime, vere immagini dello sbarco. Il mare era gelido e la spiaggia ancora lontana un centinaio di metri. Mentre intorno a me fioccavano proiettili che bucavano l’acqua, mi diressi verso la barriera d’acciaio più vicina” disse Robert Capa in una sua intervista.

Robert Capa è stato senza dubbio un fotografo straordinario di un mondo che non c’è più.

Nell’era del digitale, non ci saranno più rullini che si rovinano per sbaglio, né fotografie che arrivano a settimane di distanza dagli avvenimenti che devono essere testimoniati.

Ma una cosa non è cambiata: se vorremo ancora immagini dall’orrore della guerra, occorrerà qualcuno che decida di rischiare la vita per scattarle così come fece Robert Capa.

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