Le 4 caratteristiche della luce che ogni fotografo dovrebbe conoscere

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luceLa parola “fotografia” deriva dalla composizione di 2 parole in greco: foto (phos) e grafia (graphis), letteralmente quindi “fotografia” significa disegnare con la luce.

Quest’ultima è l’elemento essenziale per poter scattare un’immagine, senza di essa non potremmo parlare di fotografia. A nulla servirebbero fotocamere costose e obiettivi iper luminosi. Senza la luce la fotografia non esisterebbe!

Per poter sfruttare appieno il dinamismo e la potenza della luce è assolutamente necessario che il fotografo stabilisca una “relazione” con essa, proprio come farebbe con il soggetto fotografato. Ogni volta che ci si trova a scattare una fotografia ci si dovrebbe soffermare a studiare la luce che si trova davanti ai nostri occhi.

Ci sono alcune caratteristiche fondamentali della luce che chiunque scatta fotografie dovrebbe comprendere ed imparare a valutare. Senza fare ciò, non sarete in grado di creare immagini accattivanti che si distinguano dal resto.

Una volta capite bene queste 4 fondamentali caratteristiche della luce, siamo certi che avrete un occhio di riguardo in più nella valutazione dell’illuminazione di fronte a voi quando scatterete una foto e saprete come usare la potenza della luce per creare splendide fotografie.

Quantità o intensità della luce

Una delle prime cose che dovrebbe essere analizzata ancora prima di scattare una foto è la quantità, o meglio, l’intensità della luce presente sulla scena che si andrà a fotografare.

Conoscere l’intensità della luce è fondamentale in quanto tramite essa è possibile trasmettere anche emozioni: serenità e gioia con una luce potente, malinconia e drammaticità con una luce fioca o soffusa.

Una luce troppo intensa, se non gestita correttamente, potrebbe creare una foto “sovraesposta”. Al contrario, troppa poca luce potrebbe produrre un’immagine sottoesposta.

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Per poter gestire al meglio il controllo dell’intensità della luce nella vostra fotocamera e riuscire ad avere una foto correttamente esposta, dovete aver ben chiaro il “triangolo dell’esposizione” (ne abbiamo parlato nella 17° lezione del corso, ricordate?)

Di fronte ad una luce potente e molto intensa generalmente si consiglia di tenere ISO bassi, tempi d’esposizione ridottissimi e diaframma il più possibile chiuso.

Una o più di queste regolazioni serviranno a ridurre l’intensità della luce registrata dalla vostra fotocamera evitando così immagini sovraesposte.

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Al contrario, di fronte ad una scena con pochissima luce, sarete costretti ad aumentare la sensibilità ISO, ad allungare il tempo d’esposizione (occhio al mosso) o di aprire il più possibile il diaframma per fare entrare più luce possibile.

Qualità o durezza della luce

La qualità della luce non è una cosa che si può misurare, è piuttosto una percezione visiva e solitamente si divide in 2 differenti tipologie: luce morbida o luce dura.

La luce morbida (o soffusa) non ha una direzione ben precisa e proviene da una fonte diffusa. Le ombre che si vengono a creare non sono ben definite e sono appena percettibili.

Per farvi un esempio, una luce morbida può essere quella del sole dietro le nuvole che vanno a creare un filtro trasformando il cielo in un’enorme e morbida fonte di luce.

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Al contrario, una luce dura è una luce che arriva diretta sul soggetto e che va a creare ombre nettissime che potrebbero rovinare lo scatto finale. L’ora peggiore per fotografare, in caso di sole pieno senza nuvole, è quella di mezzogiorno. La luce è durissima e di conseguenza anche il contrasto.

Risulta molto difficile trovare la giusta impostazione per scattare una foto, si rischia sempre di bruciare le alte luci o di chiudere troppo le ombre, inoltre la luce diretta appiattisce tutto e non dona tridimensionalità agli oggetti attorno a voi. Cercate pertanto di evitare le ore centrali del giorno.

Temperatura della luce

Una fotografia può presentare una dominante di colore (o una sorta di tinta) che colpisce lo spettatore come una luce “fredda” o “calda”. Questo, ovviamente, non ha nulla a che fare con il tempo al momento dello scatto, ma può variare con l’ora del giorno o sotto il tipo di luce che si aveva durante lo scatto.

Contrariamente a ciò che percepiamo con i nostri occhi, la luce non è tipicamente cristallina: in realtà ha un colore e quel colore può variare in determinate condizioni. Una fotografia scattata in ombra profonda, ad esempio, può avere una sfumatura bluastra. Al contrario, la luce dorata del tramonto si tradurrebbe in uno scatto caldo.

Le temperature di colore sono misurate sulla scala Kelvin e vanno da circa 1000K sull’estremità calda e rossa a 10.000K sull’estremità fredda e blu della scala. Come punto di riferimento, la luce del giorno e il flash elettronico rientrano nell’intervallo da 5000 a 5500 ° K, le lampadine al tungsteno sono classificate da circa 2500 ° K a 2800 ° K.

La temperatura della luce avrà un forte impatto sulle fotografie che andrete a scattare. Dovrete stare attenti a gestire bene anche questa caratteristica perchè potrebbe provocare una sgradevole colorazione nello scatto finale.

Per ovviare questo problema e per garantire una temperatura giusta in ogni situazione, dovete conoscere bene come fare il bilanciamento del bianco (ne abbiamo parlato nella 19° lezione del corso)

Tuttavia, anche in questo caso c’è molta soggettività. Potrete scaldare una scena poco interessante o raffreddare una scena troppo calda. Una conoscenza di base della temperatura della luce e del bilanciamento del bianco vi darà un maggiore controllo creativo sulla vostre fotografie.

Direzione della luce

La direzione della luce sul nostro soggetto è fondamentale per determinare la resa finale dello scatto. A seconda della direzione della luce otterrete fotografie completamente diverse tra loro. Esaminiamo quindi le differenze sul soggetto generate da luci provenienti da diverse direzioni.

Luce frontale

E’ la situazione più diffusa (grazie anche ai flash incorporati sulle macchine) ma risulta essere anche la meno efficace. La luce è piatta, priva di ombre e carente di tridimensionalità. Le foto risulteranno quindi banali e prive di fascino.

Luce laterale

La luce laterale è molto utilizzata in fotografia proprio perché allunga le ombre conferendo un aspetto tridimensionale al soggetto. L’unico accorgimento è quello di controllare bene il contrasto tra la parte del soggetto illuminata e quella in ombra. Evitate la doppia illuminazione laterale che provocherebbe delle bruttissime doppie ombre, meglio utilizzare un pannello riflettente per schiarire la parte del soggetto più lontana alla fonte d’illuminazione.

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Controluce

E’ la luce frontale alla macchina fotografica, è la luce più difficile da gestire ma anche la più creativa e particolare. Bisogna solo evitare che la fonte luminosa colpisca direttamente il nostro obiettivo altrimenti si verrà a creare quel brutto effetto chiamato “flare”.

Fotografando in controluce il nostro soggetto si troverà tra noi e la fonte luminosa pertanto, se lasciamo scegliere l’esposizione alla macchina e non usiamo il flash, andremmo a creare quella che in fotografia si chiama silhouette.

Conclusioni

Ci rendiamo conto che non è per nulla semplice saper valutare bene, in ogni occasione, queste 4 caratteristiche della luce, specialmente se si è alle prime armi con la fotografia.

Siamo certi però, (e non ci stancheremo MAI di ripeterlo) che la pratica sia fondamentale per allenare l’occhio a “capire” la luce e quindi ad agire di conseguenza sulle impostazioni della vostra fotocamera per portare a casa scatti di qualità.

Scattate e riscattate con impostazioni differenti, imparate a sbagliare e annotatevi le impostazioni in modo da capire, pian piano, il comportamento della luce in ogni occasione. La fotografia è nulla senza la luce pertanto va conosciuta alla perfezione.

Fotografie prese da Unsplash

© Riproduzione riservata

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