Le cascate del bucamante: 4 passi in un luogo magico

Pubblicato il 21/10/2019


le cascate del bucamanteEra tanto che non uscivo per un'intensa giornata fotografica e questo weekend ne ho approfittato per andare a visitare un luogo magico a pochi Km da Modena: le cascate del bucamante. E' tanto che ne sentivo parlare come itinerario tra i più belli e suggestivi dell'appennino modenese ma non avevo mai avuto l'occasione di visitarlo.

Sono partito con tutta l'attrezzatura fotografica (treppiede compreso!) e un buon abbigliamento e dopo circa 20 minuti di macchina da Modena sono arrivato a destinazione. Una volta entrato nel bosco ho seguito un sentiero ben segnato che accosta il rio Bucamante sino ad arrivare, dopo circa 30 minuti di cammino, alle 2 cascate principali.

Lungo tutto il percorso ho assistito alla caduta autunnale incessante delle foglie, il silenzio era pazzesco e la nebbia mattutina ha contribuito a rendere tutto estremamente magico e suggestivo. Mai come in questa passeggiata ho creduto di trovarmi di fronte a gnomi e folletti, ero solo in questa valle ma ero sicuro di avere occhi puntati addosso.

Sono convinto che se dovessero girare un film fantasy nella mia città, sceglierebbero sicuramente le cascate del bucamante come location! E' stata una bellissima giornata, un'esperienza fiabesca che consiglio a tutti di vivere, meglio se in autunno e con la nebbia, i colori sono pazzeschi.

le cascate del bucamante

BREVE STORIA

Le sorgenti del Rio Bucamante nascono dalle colline di Serramazzoni. Il corso del torrente si forma nella gola fra il monte di Monfestino a Ovest e il monte Corazzano a Est. Territorio calcareo, per cui le acque, lungo il percorso, depositano concrezioni di Carbonato di Calcio che, col tempo si trasformano in Travertino. Nelle quattro cascate grandi e nelle cascatelle si formano anche stalattiti (in alcune sono ben evidenti). Lungo il percorso dell’acqua si notano tracce di una antica cava di travertino.

La cascata più grande prende il nome “BUCAMANTE”. La leggenda vuole che il nome derivasse dal Buco degli Amanti (BUSAMANTE) e racconta della tragisca storia del pastore Titiro e della nobile dama Odina. Lei era bellisima, giovane, bionda ed era solita fare lunghe passeggiate per i boschi in compagnia della sua domestica, e fu in una di queste camminate che incontrò il giovane pastore Titiro, anch'egli bellissimo.

I due si innamorarono, per poi incontrarsi in segreto, ma un giorno la domestica invidiosa disse tutto ai genitori di Odina, che fecero rinchiudere la figlia nel castello. Odina però riuscì a scappare e raggiunse Titiro, ma non passò molto tempo che udirono le voci dei domestici in lontananza, così, capendo che il loro amore sarebbe finito, si gettarono dalle cascate del Bucamante, in un tenero abbraccio che li avrebbe uniti per l'eternità.

Il Rio Bucamante, nel 2003, ha il pregio di averci donato un’altra bellissima cascata. Riscoperta a tutti gli effetti (perché coperta e nascosta da fittissima vegetazione) dal naturalista ROMANO TERMANINI che, insieme a pochi amici, ha contribuito a far tornare alla luce questo splendore.

Per il suo morbido muschio, la cascata si chiama, appunto, LA MUSCHIOSA. Sopra questa cascata ci sono altre due cascatelle con numerose ”VASCHETTE NATURALI” chiamate ”Le Travertine” formate dallo scorrere dell’acqua e dal deposito calcareo. Anticamente, sicuramente, le acque erano più copiose e frequenti, per cui la necessità di vari mulini, di acquedotti per l’alimentazione dei vari Borghi (Riccò Vecchio, anticamente Ricovium perché rifugio ai viandanti in cammino verso Roma).

Per i visitatori, arrivare alle Cascate del bucamante è facile. Venendo dalla Nuova Estense, uscita per Pazzano, da Granarolo (il nome di tale borgo, in questa località, risale da un antico granaio che, probabilmente, fungeva da scorta per i periodi di carestia) si risale il sentiero lungo il torrente.

Da Cornazzano, scendendo i sentieri dall’alto delle “VASCHETTE” e della “MUSCHIOSA”. Un altro percorso, in mezzo al bosco, parte da Monfestino, (un tempo, l’antico capoluogo. Rimangono ben conservati l’antico borgo medievale, il castello e la chiesa). Il percorso del Rio Bucamante ha bisogno di essere curato, con una regolare e costante manutenzione. Questo è possibile grazie all’operosa e amorevole cura di alcuni volontari.

le cascate del bucamante

IL SUO HABITAT

Lungo il percorso del Bucamante, vivono numerose specie vegetali, delle quali molte igrofile, insieme a quelle animali.

ALBERI: Cerro, Quercia, Maggiociondolo, Nocciolo, Corniolo, Castagno, Salice, Frassino, Carpino, Robinia, Pioppo, qualche Ontano, Nespoli, Sorbi etc.

ARBUSTI: Scotano dei Conciatori, Biancospino, Rosa Canina, Viburno, Ginestra, Vitalba, Sambuco, Sanguinello, Prugnolo etc.

ESSENZE FLOREALI: Peonia, Anemone dei boschi, diversi tipi di Orchidee, Felci, Sigillo di Salomone, Giglio Martagone, Erba epatica,Polmonaria, Equiseto, Elleboro, vari muschi, Leucovium vernum, Crochi, Genziana esclapiadea, gli Aro, l’Asaro , l’Actea spicata….

FAUNA VARIA: Gambero di fiume, Raganella, Rospo comune, Ramarro, Lucertola, Riccio, Saettone (Colubro di Esculapio), Natrice dal collare, Tasso, Cinghiale, Faina, Istrice, Capriolo, Scoiattolo, Ghiro, Volpe, Donnola, Lepre, Arvicola, Moscardino, Toporagno, Upupa, CinciaBigia, Cinciarella, Cinciallegra, Luì piccolo, Codibugnolo, Gazza comune, Ghiandaia, Cornacchia, Falco, Poiana, Gheppio, Succiacapre, Merlo, Rigogolo, Pettirosso, Airone cinerino, Gufo, Allocco, Assiolo, Civetta, Picchio rosso, Picchio verde etc.

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