Lo scorrere dell’acqua, il silenzio della pietra

Come fotografare una cascata in montagna

@DOVE E QUANDO:

Immagine ripresa alla Cascata del Doccione il 20 giugno 2015. Si trova nell’appennino emiliano, nel Parco del Frignano in provincia di Fanano (MO).

Si raggiunge facilmente dalla strada che conduce alla località Taburri.

La cascata del Doccione ha un’altezza complessiva di 120 m, di cui 24 di salto verticale.

@RACCONTO:

Non c’è nulla di meglio per “rigenerarmi” che infilarmi gli scarponi, preparare lo zaino ed andare in montagna.

A volte con un obiettivo ben definito nella mente, altre invece solo per il gusto di inoltrarmi in un ambiente dove la presenza umana pian piano dirada, fino a scomparire.

Dovremmo trovare più spesso spazio e tempo per vivere momenti di solitudine con noi stessi, e superato il primo momento di sconcerto nel non avere nessuno accanto, scoprire la bellezza di guardare dentro di noi nel silenzio.

Fuori dal un sentiero, persi nel bosco ai piedi di una cascata, immersi solo nel suono della natura, si riscopre presto il senso di appartenenza a questo mondo che non assomiglia per nulla a quello caotico in cui viviamo quotidianamente.

Un luogo magico sì, che è già presente dentro di noi, e che riconosciamo solo quando ci specchiamo nella natura davanti ad esso.

@FOTOGRAFIA:

Attrezzatura e dati di ripresa:

Corpo:                  Nikon D800
Ottica:                  Nikkor AF 70-200 G VR F/2.8
Focale:                 90 mm
Tempo:                 0,8 s
Diaframma:           f/22
Iso:                      100
Comp.Man.:           0 stop
Tripode:                 Manfrotto + Testa 3 assi

Suggerimento:

Avrete visto molte fotografie dove l’acqua in movimento assomiglia ad una scia, una traccia, un tessuto simile alla seta. Il segreto è presto svelato, per farla apparire così bisogna che sia mossa nell’immagine. Quindi occorre scegliere un tempo di scatto abbastanza lento affinché questo avvenga.

La prima cosa da fare è gestire l’esposizione a priorità di tempi, così da poter scegliere il tempo che l’otturatore resterà aperto. Non esiste un numero magico da suggerirvi, il tempo giusto dipenderà dalla velocità dell’acqua che non potete controllare, e da quanto volete renderla una traccia.

Più il tempo di scatto che utilizzerete sarà lungo e più l’acqua diverrà astratta: dovete fare vari scatti e valutare la velocità che risulta più consona all’ottenimento dell’immagine che state cercando.

Fate attenzione:

Per ottenere un forte impatto visivo dovete generare contrasto nell’immagine tra il dinamismo dell’acqua e la staticità dello sfondo. Considerando che scattare una fotografia in mezzo ad un bosco dove filtra poca luce, con un tempo di esposizione lungo è impossibile da effettuare a mano libera, il consiglio è quello di usare un tripode (cavalletto).

Con un tripode avrete anche la possibilità di scegliere e fissare un punto di ripresa preciso, che con un supporto temporaneo come una roccia o lo zaino non sareste in grado di gestire.

@MONTAGNA:

Suggerimento:

Per realizzare fotografie interessanti non servono necessariamente inquadrature che riprendano tutto il salto della cascata: anzi è decisamente meglio limitarsi a parzializzazioni. Solitamente lo sfondo di una cascata non è molto interessante e presenterà sicuramente qualche elemento di disturbo da escludere nell’immagine.

Lasciate perdere l’attrezzatura e godetevi lo spettacolo dell’acqua, percorrete le zone a fianco della cascata in cui vi potete muovere in sicurezza. Cercate di isolare una zona in cui non cadano raggi di sole troppo forti.

Una volta trovato lo scorcio che volete riprendere scegliete l’ottica da utilizzare e determinate esattamente il punto di ripresa: piazzate il tripode e siete pronti a sperimentare.

Fate attenzione:

Per esperienza personale vi invito a prestare grande attenzione quando realizzate immagini vicino alle cascate. In inverno è semplice capirne il motivo, il ghiaccio vetrato e la pendenza rendono ovviamente insidiosi i loro versanti. Con terreno ghiacciato avvicinatevi solo se siete esperti con le attrezzature e le modalità di procedere in queste situazioni.

Ma anche in piena estate in una giornata calda come nella fotografia che vedete, le insidie non mancano. Infatti mi ricordo bene che il giorno che realizzai questa fotografia conclusi la sessione di scatti in anticipo dopo una bella caduta che con una buona dose di fortuna mi regalò solo alcuni lividi.

Quello che non immaginavo era che sotto la superficie perfettamente asciutta delle rocce ai lati della cascata, ci fosse un secondo strato con muschio umido e scivolosissimo, su cui anche un buon paio di scarponi non facevano assolutamente presa. Come da nome della sezione: fate attenzione!

Leggi tutte le altre puntate della rubrica Montagna e fotografia a questo link.

© Roberto Carnevali

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