Finisce un’era: Olympus non produrrà mai più macchine fotografiche

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olympusSono mesi che c’è un susseguirsi di voci inerenti le brutte acquee che sta passando Olympus nel comparto fotografico e purtroppo tutto ciò è diventato ufficiale.

Finisce un’era lunga 84 anni, Olympus vende l’intero comparto fotografico e smetterà di produrre fotocamere. Fotocamere che hanno fatto la storia della fotografia.

In un comunicato stampa rilasciato nelle ultime ore sul sito ufficiale di Olympus, l’azienda giapponese ha annunciato di aver firmato un protocollo d’intesa per vendere l’intera divisione di fotocamere a Japan Industrial Partners (JIP), la stessa società di investimento che ha acquisito l’attività VAIO per PC Sony nel 2014.

Olympus e JIP mirano a firmare un accordo legalmente vincolante entro il 30 settembre 2020.

Olympus ha iniziato a produrre macchine fotografiche nel 1939 con la Semi-Olympus I che utilizzava il primo obiettivo Zuiko. Nel corso dei decenni successivi, la società avrebbe continuato a rilasciare modelli di fotocamere popolari, tra cui la Pen nel 1959 e il sistema SLR 35mm OM in competizione con artisti del calibro di Canon e Nikon.

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Negli ultimi anni però, Olympus ha faticato molto a tenere il passo del mercato, penalizzata anche dall’arrivo degli smartphone che hanno fatto crollare il mercato delle fotocamere indipendenti.

E non ha aiutato nemmeno il fatto che nel 2011, il licenziato CEO di Olympus, diventato informatore, ha rivelato che la società aveva utilizzato acquisizioni per nascondere decenni di perdite, innescando un grande scandalo aziendale che ha offuscato ulteriormente il marchio.

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Nonostante gli sforzi sucessivi per cercare di recuperare credibilità, l’attività di imaging di Olympus ha registrato perdite operative per 3 anni fiscali consecutivi fino al termine del marzo 2020, afferma la società.

Olympus dice che JIP potrebbe essere in grado di rendere il business delle fotocamere Olympus più “compatto, efficiente e agile” per raggiungere “una crescita auto-sostenibile e continua” e per fare “rivivere” il marchio storico.

Staremo a vedere, resta il fatto che sono notizie che non vorremmo mai leggere.

 

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