Un tempo per ripensare lo spazio

Cari amici di Camera Nation Italia, a voi il benvenuto in questo nuovo appuntamento settimanale che ci accompagnerà nella rubrica Montagna e Fotografia.

Ho pensato molto a cosa proporvi in questo primo contatto e ho deciso di iniziare con qualcosa di concreto ed attuale, lasciando da parte le presentazioni: imparerete a conoscermi in fretta. Vi basti sapere per ora che chi scrive è Roberto Carnevali.

Un tempo per ripensare lo spazio

spazio

Ogni fase della nostra vita è caratterizzata da possibilità e limitazioni, anche se spesso non ci pensiamo.

Non possiamo ad esempio andare in montagna in una giornata in cui lavoriamo, o in cui il meteo è troppo sfavorevole, o semplicemente perché la difficoltà tecnica o l’impegno fisico che richiede l’ascesa non sono alla nostra portata.

Similmente non possiamo fotografare un soggetto che in quel momento non è disponibile, non possiamo fotografare la via lattea se nel cielo è presente la luna, non possiamo usare uno smartphone per riprendere la vita selvaggia degli animali in natura.

Certo, questi sono tempi difficili in cui ci è imposta per necessità una vita più ritirata, dove lo spazio a cui possiamo accedere è limitato, lontani gli uni dagli altri.

Il mio invito è quello di non pensare a tutto questo solo come ad una privazione, ma anche come ad una opportunità.

Ci si accorge presto di quante cose diamo per scontate nella nostra quotidianità, che invece non lo sono affatto.


Mi interessa particolarmente ripensare a come lo scorrere del tempo sia relativo per l’uomo. Un tale che la sapeva lunga trovò un modo semplice per manifestare il concetto.

Un giorno, parlando di relatività del tempo, Albert Einstein disse: “Quando un uomo siede un’ora in compagnia di una bella ragazza, sembra sia passato un minuto. Ma fatelo sedere su una stufa per un minuto e gli sembrerà più lungo di qualsiasi ora“.

Ricordo tante giornate trascorse in montagna negli anni, solo o in buona compagnia, a godermi i paesaggi fotografandoli. Mi pare che tante volte il tempo passasse troppo velocemente, preso com’ero a pianificare e cercare di rispettare un programma molto ricco. Giornate in cui le ore tra l’alba e il tramonto erano sempre troppo poche…

Ora invece no, abbia tutto il giorno a disposizione ma non possiamo impiegarlo come vorremmo.

Tutto questo tempo che adesso ci pare inutilmente infinito usiamolo invece per ricordare le nostre passioni, per creare nuovi sogni, per ridefinire i valori della nostra vita, per amare coloro che abbiamo accanto.

Diciamo continuamente che il lusso maggiore di quest’epoca moderna è avere tempo, che non ne abbiamo mai abbastanza. Ora invece improvvisamente ci sembra eccessivo.

La fotografia ci permette di fare memoria, di ricordare che il presente non è il tutto della nostra vita, ma solo una fase. Andando a riaprire qualche album di foto stampate, o semplicemente i file di quelle scattate, possiamo riappropriarci delle sensazioni di giorni e di momenti che abbiamo vissuto.

La fotografia se fatta con consapevolezza ci aiuta a fissare nel tempo situazioni che non perderemo più, perché essa ne sarà documento.

Con questo spirito sono andato a frugare nel mio archivio, tra scatti che hanno già preso vita ed altri che ancora sono da sviluppare. Luoghi e sensazioni rivivono in un istante, ricordo i dettagli di tante situazioni che nella mente rimarrebbero solo abbozzati senza i dettagli che le immagini mi mostrano. Così non mi resta che scegliere in quale giorno del mio passato voglio rituffarmi e il gioco è fatto.

Per un attimo resto sempre stupito, che grande possibilità abbiamo attraverso la fotografia: per le generazioni precedenti tutto questo era impossibile.

Lo scatto che vi propongo è del luglio 2014, avevo ricevuto l’incarico da Bell’Italia di fare un servizio sul comprensorio del ghiacciaio del Rutor in Valle d’Aosta. Di solito realizzo da solo questi servizi, ma quella volta ero riuscito ad organizzare un periodo di vacanza con la mia famiglia accanto. In un giorno di riposo dalle riprese siamo andati tutti insieme a camminare costeggiando il bellissimo lago del Verney, a poca distanza dal confine francese.

Nella fotografia si vede solo il paesaggio che racconta lo spazio che avevamo di fronte, ma per me quel momento è stato importante ed emozionante perché tutto il mio mondo era lì con me.

Ecco questo è il mio esempio, e voi che foto scegliereste?

Verranno giorni in cui il tempo riprenderà a scorrere rapido e finalmente potremo spostarci e riprendere ad inoltrarci nello spazio. Mi auguro che lo faremo con una rinnovata coscienza, con una consapevolezza più alta di quale privilegio abbiamo e forse con maggior rispetto.

Con questo auspicio vi saluto, e vi rinnovo il mio benvenuto in Montagna e Fotografia.

© Roberto Carnevali

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