Dolomiti. Un paesaggio tutelato – mostra a Venezia

30 nov 2025
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La fotografia ha la capacità singolare di fermare un istante e nel contempo spalancare l’infinito. In un’epoca in cui lo schermo domina la nostra attenzione, una mostra che ci invita a guardare non solo con gli occhi ma con il silenzio del pensiero è un gesto di rispetto verso il visibile e l’invisibile. “Dolomiti. Un paesaggio tutelato” ci offre proprio questo: un incontro con montagne che non sono solo massicci rocciosi, ma testimoni di memoria, custodi di storie e simboli della relazione tra uomo e natura.

Immaginatevi di camminare in una sala dove ogni immagine vi avvolge: cime illuminate da un’alba tenue, valli che respirano nel vento, silenzi che si caricano di gravità. È un invito a rallentare, a riscoprire la soglia tra “io” e “mondo”.


Presentazione dell’artista

La mostra è curata da Manuel Cicchetti, fotografo italiano che ha scelto come campo d’azione le Dolomiti e il paesaggio alpino non solo come soggetto estetico, ma come tema del rispetto e della tutela ambientale. Pur non avendo trovato al momento una biografia esaustiva con grandi premi internazionali — segno che forse è ancora in piena evoluzione — il suo lavoro mostra chiaramente una sensibilità matura: l’uso della luce naturale, l’attenzione al dettaglio geologico, la capacità di restituire la montagna come presenza viva.

Tecnica: Cicchetti sembra privilegiare un approccio fotografico che unisce paesaggismo classico (grandi panoramiche, attenzione alla composizione) a un’attitudine contemplativa quasi meditativa. Non si tratta di spettacolarizzare la montagna, ma di restituirla nella sua dignità, nella sua storia geologica e umana. Le inquadrature sono spesso larghe, ma sempre con un elemento che richiama la traccia dell’uomo o della memoria: una baita solitaria, un sentiero, un segno inciso nella roccia.

Influenze possibili: si possono evocare fotografi come Gianni Berengo Gardin (per il paesaggio italiano e l’attenzione antropologica), o i grandi autori europei del paesaggio alpino (ad esempio i maestri della fotografia di montagna). Ma Cicchetti lavora con meno enfasi romantica e più consapevolezza contemporanea: la montagna diventa simbolo del cambiamento ambientale, del limite, della fragilità.


Focus sulla mostra

La mostra “Dolomiti. Un paesaggio tutelato” — in programma dal 2 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 alla Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, ospitata dalla sede di Le Stanze della Fotografia.  

Il tema centrale è proprio quello della tutela: come un paesaggio che è stato plasmato dal tempo e dall’uomo ora richiede cura, attenzione, rispetto. Le Dolomiti non sono solo soggetto visivo, ma simbolo di un’epoca in cui la natura e la cultura si intrecciano.

L’allestimento si articola in sezioni tematiche — per esempio: Ascendere, Mirabilia, Persistenza, Segni, Limite.   Ogni sezione propone un “mood” differente: l’ascesa verso la vetta, lo stupore di fronte al paesaggio, la persistenza della geologia e della memoria, i segni umani nel paesaggio, e il limite — fisico ed ecologico.

Lo stile delle opere di Cicchetti è spesso fatto di contrasti: luce e ombra, roccia e cielo, presenza e assenza. In un’immagine, ad esempio, una cresta rocciosa taglia una distesa di neve al tramonto: la roccia è quasi dorata, il cielo una linea sottile di colore. In un’altra, un sentiero solitario conduce a un bivacco piccolo e abbandonato: la montagna sembra respirare, ma c’è anche un piccolo segno dell’intervento umano — che invita alla riflessione.

L’atmosfera visiva è contemplativa, intimista ma non timidissima: invita ad avere tempo, ad avvertire il silenzio. E in tempi in cui la velocità è la norma, questo è un valore.


Analisi culturale

Dal punto di vista culturale, la mostra si inserisce in una tradizione che vede il paesaggio non solo come bellezza, ma come campo di tensione tra cultura e natura, tra passato e futuro. Le Dolomiti sono un paesaggio dichiarato Patrimonio UNESCO, e la scelta di fotografarlo con questa sensibilità ne amplifica il valore simbolico.

Si possono rintracciare richiami alla tradizione romantica del sublime (pensiamo al paesaggismo del XIX secolo), ma Cicchetti rifugge la retorica del “grande panorama” fine a sé stesso. Al contrario, mette in campo una postura critica: la montagna come entità da tutelare, come territorio di confine tra uomo e natura. In questo senso, è possibile evocare l’opera di Ansel Adams (che ha fotografato i parchi americani con intento conservazionista) o di Sebastião Salgado (che ha documentato paesaggi e culture in via di cambiamento). Tuttavia, l’approccio di Cicchetti appare più intimo, meno monumentale, e più introspectivo.

La mostra ci parla inoltre di ecologia visiva: l’idea che guardare il paesaggio oggi è un atto anche etico. Ne consegue un parallelismo con il concetto di “fotografia ambientale” o con pratiche contemporanee che cercano di unire estetica e impegno.


Perché vale la pena visitarla

Perché questa mostra offre più di uno spettacolo: è un’occasione di riflessione, di respiro e di bellezza che non distrae ma apre. Visitarla significa:

  • Ritrovare il ritmo lento della visione: camminare con gli occhi, non solo scorrere;

  • Mettere in dialogo il mondo esterno e il mondo interno: le fotografie ci parlano anche di noi;

  • Trovare un nuovo rispetto per il paesaggio: come spazio da abitare e da difendere, non solo da ammirare;

  • Sperimentare un’esposizione che lavora sulla sequenza e sulla presenza silenziosa delle immagini.

In altre parole: se sei appassionato di fotografia, arte visuale, natura e cultura — questa è una tappa davvero significativa. E se sei curioso, anche se non sei un fotografo esperto, troverai qualcosa che ti tocca: un gesto, un sentiero, un attimo di luce.


Scheda tecnica della mostra

Voce

Dettagli

Titolo mostra

Dolomiti. Un paesaggio tutelato

Artista

Manuel Cicchetti

Luogo

Le Stanze della Fotografia, Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia

Indirizzo

Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia (VE)

Date

2 dicembre 2025 – 6 gennaio 2026  

Prezzo dei biglietti

(Da verificare sul sito ufficiale)

Orari

Aperto tutti i giorni 11:00-19:00 (chiuso il mercoledì)  

Sito ufficiale / prenotazioni

https://lestanzedellafotografia.it  

Note pratiche

Raggiungibile in vaporetto (linea 2) fermata San Giorgio; accessibilità garantita; si consiglia tempo di visita di almeno 45-60 minuti.  

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